Alessio Barollo

Il crowdfunding si fa civico

Intervista con Alessio Barollo dell’Italian crowdfunding network, di Vanessa Postacchini su La Nuova Ecologia di settembre 2013

«Il Crowdfunding non è solo equity né soltanto per startup: è di tutti, per tutti». A dirlo è Alessio Barollo, bioarchitetto e membro dell’Italian crowdfunding network. Il crowdfunding può essere anche uno strumento di cittadinanza attiva. È questa la declinazione del mezzo di finanziamento collettivo suggerita nel report Il crowdfunding civico: una proposta, scritto dallo stesso Barollo e da Daniela Castrataro, direttrice della società Twintangibles, che si occupa di ricerca e consulenza nell’ambito delle social technologies.

Che cosa è il crowdfunding civico?
È una forma di finanziamento collettiva e innovativa, basata sulla collaborazione tra Pubblica amministrazione, associazioni, imprese e cittadini. Questa sinergia è implementata dalle potenzialità del web 2.0 e sopperisce alla mancanza di fondi che le Pubbliche amministrazioni fronteggiano nel finanziare le opere pubbliche. Il crowdfunding civico rappresenta uno stadio superiore al crowdfunding, la raccolta di fondi dal basso via web: in questo caso si innesca un vero processo di progettazione partecipata in cui sono coinvolte più parti, con la presenza fissa della Pubblica amministrazione, che entrano in un reale scambio di informazioni, idee, cultura e fondi economici. L’obiettivo riguarda sempre la riqualificazione urbana pubblica.
Ma funziona?
In Italia, in realtà, non abbiamo ancora registrato veri casi di riqualificazione, ma esempi che riguardano più le attività culturali. Come il progetto di Palazzo Madama a Torino, che vuole riportare nel capoluogo piemontese le porcellane appartenute alla famiglia Taparelli D’Azeglio, o il Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia. In Europa e nel mondo sono invece state realizzate vere e proprie riqualificazioni urbane, come la passerella pedonale di Amsterdam e il grattacielo costruito a Bogotà.
Lei e Daniela Castrataro siete stati tra i primi ad elaborare una proposta per poter realmente applicare il crowdfunding civico in Italia. Di cosa si tratta?
Insieme abbiamo pensato a una strategia di piattaforma che si fonda su cinque fasi: raccolta delle idee; valutazione da parte di un comitato apposito;  contemporaneo coinvolgimento dei portatori di interesse attraverso canali online e offline, per creare una community che sia informata ed esprima il proprio parere; attivazione della campagna di crowdfunding; realizzazione dell’opera. (Vanessa Postacchini)

 

 

Lascia un Commento